La
colatura di Alici è un
liquido denso di colore ambrato
dal profumo gradevole, che si
produce in seguito alla macerazione
sotto sale delle alici private
di testa e interiora.
Si
tratta di un condimento
unico nel suo genere,
e viene utlizzato nei classici
primi piatti a base di pesce della
cucina partenopea e della costiera
amalfitana, sugli spaghetti con
le vongole e cozze, gli scialatielli
con le cozze, oppure semplicemente
per impreziosire il classico spaghetti
aglio, olio e peperoncino.
Cenni
storici fanno risalire la Colatura
di Alici ai monaci cistercensi
di Amalfi, i quali utilizzavano
per la conservazione delle alici
sotto sale, botti le cui doghe,
scollate dal tempo, non erano
più adatte a tenere il
vino. Il liquido che colava attraverso
le doghe veniva raccolto e utilizzato
per condire le verdure cotte.
Si
dice che la colatura di alici
tragga origine addirittura dalla
tradizione gastronomica greco-romana.
Il "garum" degli
antichi romani era infatti
un condimento utilizzato per insaporire
le pietanze, ma non è ben
chiaro come fosse ottenuto. Sembra
che fosse frutto della macerazione
sotto sale di strati alternati
di pesci con strati di erbe aromatiche
tritate, oppure delle stesse interiora
di pesce.
Dai
monaci cistercensi di Amalfi ben
presto si diffuse l'arte della
produzione del prezioso condimento,
anche ai monasteri della zona
e ai cittadini della costiera
amalfitana, ma la vera
patria della colatura di alici
è divenuta negli anni il
borgo di Cetara (da "cetaria"
che significa tonnara). Cetara
è un paesino di pescatori
della costiera amalfitana, dove
tutt'ora i suoi cittadini mantengono
in vita l'industria della trasformazione
e della conservazione del pesce.
Questo
è l'antico procedimento
tramandato dai pescatori di padre
in figlio:
- le alici da mettere sotto sale
sono quelle pescate in un periodo
che va da Aprile fine a fine Luglio
(a Cetara l'inizio della pesca
è il 25 Marzo con la festa
dell'Annunciazione, mentre la
fine è il 22 luglio, con
la festa di Santa Maria Maddalena).
-
le alici o acciughe devono
essere lavorate appena pescate.
Private a mano della testa e delle
interiora, e riposte in un contenitore
per 24 ore, cosparse di sale marino
abbondante.
-
trascorso un giorno, le alici
vengono trasferite in una piccola
botte in legno di castagno o di
rovere (chiamata ''terzigno'',
un terzo di una botte), sistemandole
a strati alterni testa-coda e
cospargendo di sale ogni strato.
Il terzigno viene chiuso dall'alto
con un disco in legno sul quale
vengono collocati dei pesi per
mantenere pressate le alici. Trascorse
le prime 48 ore si alleggerisce
il livello di pressione asportando
dei pesi.
-
per effetto della pressatura
e della maturazione del pesce,
comincia ad affiorare in superfice
un liquido, che sarà
la base per la colatura. Il liquido
viene infatti raccolto progressivamente
mano a mano che si produce per
effetto della pressatura e dell'azione
del sale, e viene inserito in
boccioni o grandi bottiglie di
vetro. Questi vengono riposti
in locali freschi ed areati (la
temperatura ideale è di
18-20 gradi), e vengono esposti
a luce diretta del sole per aumentare
la concentrazione. La maturazione
ha termine dopo almeno quattro
mesi, in genere fra la fine del
mese di ottobre e gli inizi di
novembre, ma ciò
che si ottiene non è ancora
colatura di alici.
-
la fase successiva è quella
della colatura. A questo punto,
il liquido che è stato
raccolto e conservato viene versato
nuovamente nel terzigno
dove le alici sono rimaste per
tutti questi mesi in maturazione.
Colando lentamente attraverso
i vari strati di alici ne acquisisce
gradatamente le caratteristiche
organolettiche. Infine,
alla base della botte, viene praticato
un piccolo foro dal quale viene
fatto colare il liquido in un
altro recipiente.
-
siamo arrivati agli inizi di Dicembre
e la colatura di alici è
pronta. L'ultima fase
prevede infatti la
filtrazione attraverso teli di
lino (chiamati cappucci)
fino ad ottenere il caratteristico
colore ambrato carico, limpido,
quasi bruno-mogano.